Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Idea
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwdwIdea (dal mweagreco antico ἰδέα,cite-ref-1[1] dal tema di ἰδεῖν,cite-ref-2[2] mwgqvedere)cite-ref-3[3] è un termine usato sin dagli albori della mwhgfilosofia, indicante in origine un'essenza primordiale e sostanziale, ma che oggi ha assunto nel linguaggio comune un significato più ristretto, riferibile in genere a una rappresentazione o un "mwhwdisegno" della mwiamente.cite-ref-4[4]

Contents

Kant
Hegel
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Platone

mwlaPlatone è il primo a fare dell'"idea" il perno del suo sistema filosofico, ponendo le basi di tutta la mwlqstoria della filosofia occidentale. Bisogna intendere però l'idea platonica non come "concetto" bensì come "forma" e difatti Platone utilizza indifferentemente i termini mwlgidea, mwlweidos ed mwmaousìa ad indicare la forma comune di tutti i concetti.cite-ref-5[5] L'idea platonica sottintende un'uniformità naturale, in cui alle diverse manifestazioni degli oggetti fa capo un'unica forma pura, o "idea", che le accomuna tutte, in maniera simile a un modello o un mwnqarchetipo.cite-ref-6[6] L'idea platonica è quindi mwogtrascendente, immateriale, universale e reale. Platone colloca tutte le "idee" in un mondo distinto, il mondo "mwowiperuranio" (dal greco ὑπέρ "oltre" e οὐρανός "cielo"), da cui sgorgano come da una fonte per poi arrivare alla mwpacoscienza dell'umanità.cite-ref-7[7]

Per Platone le idee hanno queste due caratteristiche:cite-ref-scritti-platonici-8-0[8]

• Esse sono il fondamento mwsaontologico della realtà: costituiscono cioè il motivo che fa mwsqmwsgessere il mondo, sono le “forme” con cui il mwswDemiurgo lo ha plasmato.cite-ref-scritti-platonici-8-1[8]
• Come conseguenza del primo punto, le idee sono anche il fondamento mwuqgnoseologico della realtà: esse sono la causa che ci permette di pensare il mondo, costituiscono cioè il presupposto della mwugconoscenza umana.cite-ref-scritti-platonici-8-2[8]

Nelle idee consiste pertanto l'unione immediata di mwwaessere e mwwqpensiero che era stata enunciata la prima volta da mwwgParmenide. Trovandosi tuttavia a dover conciliare la staticità di Parmenide col mwwwdivenire di mwxaEraclito, Platone le concepisce gerarchicamente, da un minimo fino a un massimo di essere, per rendere ragione della mwxqmolteplicità del mondo. In cima a tutte sta l'idea del mwxgBene, quella che possiede più propriamente l'Essere. Platone attribuiva infatti alle Idee una terza caratteristica:

• Esse sono un mwyqvalore, in maniera simile al significato odierno di "mwygideale" o principio morale.cite-ref-9[9] Le idee sono il modello assoluto di riferimento per una vita mwzwgiusta e mwaasaggia. E questo vale non solo in ambito mwaqetico, ma anche in quello mwagestetico, poiché esse rappresentano la qualità somma di ogni oggetto terreno.cite-ref-10[10] Mentre nel mondo sensibile queste qualità sussistono solo come predicati o attributi delle singole realtà (per cui ad esempio si considera “bello” un quadro, “vero” un enunciato, “buona” una condotta), nel mondo iperuranio le idee costituiscono il mwbwVero in sé, il mwcaBuono in sé, il mwcqBello in sé, di cui quelle realtà sono semplici mwcgpartecipazioni.cite-ref-11[11] Via via che si sale nella gerarchia, ad ogni aumento di mwdwessere corrisponde un aumento di valore. Le idee iperuraniche sono mweacause formali e esemplari, non mweqefficienti delle idee sensibili.cite-ref-12[12]

Poiché le idee sono anche il mwfwfine e la destinazione di ogni entità empirica, compito della filosofia è risalire dai dati sensibili fino alle idee, che si trovano ad un livello mwgatrascendente rispetto a quelli, nel senso che mwgqsuperano le loro particolarità transitorie e relative. Le idee infatti sono la realtà compiuta, l'essere in sé e per sé, e sono perciò mwggmwgwassolute,cite-ref-13[13] perché sussistono autonomamente e indipendentemente dagli oggetti del mondo fenomenico; questi ultimi invece esistono solo "in relazione" alle idee, e sono pertanto mwiarelativi, essendo mescolati al non-essere.cite-ref-14[14]

Strumento di elevazione è la mwjgdialettica, che permettendo il raffronto tra realtà diverse, rende possibile il sapere (che delle idee è emanazione). Così ad esempio bianco e nero rimangono termini contrapposti e molteplici sul piano sensibile; tuttavia, è solo cogliendo questa differenza di termini che si può risalire al loro fondamento e comune denominatore, cioè l'Idea di Colore. Non si può infatti avere coscienza del bianco senza conoscere il nero. L'Idea resta comunque al di sopra della dialettica stessa, perché può essere colta solo con un atto di mwjwintuizione: non è dimostrabile mwkalogicamente, né è ricavabile dall'mwkqesperienza.cite-ref-15[15] Quest'ultima svolge tuttavia una funzione importante, che è quella di risvegliare la mwlgreminiscenza (o ricordo) delle idee, le quali infatti si trovano già all'interno dell'anima, e sono perciò mwlwinnate. L'uomo non le cercherebbe con tanto desiderio se non le avesse già viste con gli occhi dell'anima, prima di nascere; le idee platoniche costituiscono quindi un sapere interiore, corrispettivo sotto molti aspetti del mwmamwmqdaimon mwmgsocratico.cite-ref-16[16]

L'aristotelismo

Attraverso il cosiddetto «mwoqargomento del terzo uomo», con cui metteva in discussione la mwogtrascendenza delle idee rispetto alla realtà sensibile, mwowAristotele muoverà un'obiezione nei confronti della dottrina platonica che, nei fatti, «si riduce ad escludere una soverchia separazione tra le idee e gli enti reali».cite-ref-17[17] Ciò condurrà ad una differenza tra la concezione mwqagnoseologica di Platone e quella mwqqaristotelica, per la quale non esistono idee mwqginnate nell'mwqwintelletto: quest'ultimo rimane vuoto se prima non mwrapercepisce qualcosa attraverso i sensi.cite-ref-18[18]

Plotino e il neoplatonismo

mwswPlotino e i mwtaneoplatonici ripresero, in forme più o meno simili, la concezione dell'Idea che era stata formulata da Platone, integrandola con gli apporti dell'mwtqaristotelismo. Plotino fece così delle Idee la seconda mwtgipostasi del processo di emanazione dall'mwtwUno, chiamandola mwuaIntelletto, da lui concepito aristotelicamente come un riflessivo "pensiero di pensiero".cite-ref-mathieu-19-0[19] Ma l'originalità di Plotino rispetto ad mwvqAristotele sta proprio nel collocare in esso le idee platoniche: in tal modo, egli sottrae l'Intelletto all'apparente astrattezza aristotelica, dandogli un contenuto e rendendolo più articolato. Le idee platoniche così concepite, ovvero come infinite sfaccettature dell'unico Intelletto, vanno quindi a costituire il mwvgprincipium individuationis degli mwvwindividui, poiché Plotino le considera non solo mwwatrascendenti, ma anche mwwqimmanenti, in quanto vengono veicolate dall'mwwgAnima in ogni elemento del mondo sensibile:cite-ref-mathieu-19-1[19] esse diventano la forza che "plasma" gli organismi dall'interno secondo un fine prestabilito, la mwxwragione del loro costituirsi (in maniera simile ai mwyacaratteri genetici).cite-ref-20[20] Plotino si avvicina in tal modo al concetto di mwzqmwzgentelechia aristotelica, o al mwzwmw0aLogos dello mw0qstoicismo.cite-ref-mathieu-19-2[19]

Anche mw1wAgostino riprese la concezione neoplatonica delle idee, sottolineando che esse non erano in contrasto con la mw2adottrina cristiana, ma anzi le si adattavano perfettamente. Da un lato, rifacendosi al pensiero mw2qbiblico, egli affermò che mw2gDio aveva creato il mondo dal nulla, dall'altro però, prima di creare il mondo, le idee esistevano già nella Sua mente. Le idee platoniche quindi erano in Dio, e in tal modo Agostino poté conciliare la mw2wcreazione cristiana con le idee eterne.cite-ref-21[21]

Le idee mantengono in Agostino la loro duplice caratteristica di mw4qcausa essendi e mw4gcausa cognoscendi, ovvero la "causa" per cui il mondo risulta fatto così, e grazie a cui possiamo mw4wconoscerlo.cite-ref-22[22] In esse pertanto si trova anche il fondamento mw6asoggettivo del nostro pensare: per i neoplatonici il mw6qpensiero non è un fatto, un concetto collocabile in una dimensione temporale, ma un atto fuori dal tempo. Il pensiero mw6gpensato, posto cioè in maniera quantificabile e finita, è per essi un'illusione e un inganno, perché nel pensare una qualunque realtà sensibile, questa non si pone come un semplice oggetto, ma è in realtà mw6wsoggetto che si rende presente al pensiero, quindi un'entità viva. In altri termini, la caratteristica principale del pensiero è quella di possedere la mw7amente, non di esserne posseduto, e comporta dunque il rapimento della mw7qcoscienza da parte del suo stesso oggetto: l'idea.cite-ref-23[23]

Cartesio, Spinoza, Leibniz

Con mw9aCartesio, invece, l'idea viene a perdere il suo carattere mw9qontologico, in favore di quello mw9ggnoseologico. Si può meglio comprendere la posizione di Cartesio raffrontandola con quella neoplatonica: per quest'ultima, mw9wpensare l'idea significava “essere” nell'idea; per Cartesio, invece, mw-apensare l'idea significa “avere” delle idee.cite-ref-24[24]

In tal modo l'idea viene ridotta ad un semplice contenuto della mente: non è più qualcosa da cui si viene posseduti, ma qualcosa che si possiede.cite-ref-25[25] Pur rifacendosi all'mwaqiinnatismo platonico, Cartesio considera “idea” soltanto ciò che può essere riconosciuto come “chiaro ed evidente” dalla mwaqmragione, in virtù della sua valenza oggettiva. Essa è l'elemento su cui la ragione esercita il mwaqqmetodo conoscitivo del mwaqumwaqycogito ergo sum.

Mentre l'Idea cartesiana restava slegata dalla dimensione ontologica, mwaqgSpinoza cercò di ricostruire un sistema coerente in cui vi fosse corrispondenza tra realtà e idee, ovvero tra forme dell'mwaqkessere e forme del mwaqopensiero.cite-ref-26[26] mwaq8Leibniz per parte sua criticò Cartesio, affermando che le idee non sono solo quelle di cui si ha una coscienza chiara e distinta, ma che esistono anche idee mwarainconsce, da cui il nostro pensiero viene mosso e attivato.cite-ref-27[27]

L'empirismo

Ma oramai con Cartesio, e poi soprattutto con gli empiristi, ci si era avvicinati al concetto odierno di “idea”. Anche per l'mwarcempirismo infatti, in maniera simile a Cartesio (sebbene questi partisse da una prospettiva opposta), le idee sono dei contenuti della mente, delle rappresentazioni di oggetti. mwargLocke concepisce le idee come il riflesso delle impressioni prodotte dal contatto mwarksensibile con gli oggetti: sono dunque il risultato di un processo essenzialmente mwaromeccanico. La prospettiva platonica risulta così rovesciata, non essendo le idee all'origine della mwarssensazione, bensì il contrario. Locke assimila la mente umana a una mwarwtabula rasa nel momento della nascita, affermando che le idee non sono innate, e che nessun intelletto sarebbe in grado di partorirle a prescindere dall'esperienza.cite-ref-28[28]

mwasiDavid Hume analizzò ulteriormente il processo empirico che porterebbe a produrre delle idee: dopo le sensazioni (che si trovano a un primo livello) egli distinse due tipi di mwasmpercezioni:

• le impressioni immediate e vivaci che il dato sensibile produce nella mwasycoscienza;
• e appunto le idee, che di quei dati sono la copia sbiadita, e sulle quali si esercita la mwasgmemoria.cite-ref-29[29]

Hume affermò che non solo gli oggetti percepiti, ma anche il mwas4soggetto conoscente si riduce ad un insieme di impressioni e di idee opache. A differenza di mwas8Berkeley, secondo cui l'unica realtà esistente erano le idee create dalla percezione del soggetto, in Hume viene a cadere anche il principio soggettivo stesso sul quale fondare l'mwataoggettività, e con lui si aprì così la via allo mwatescetticismo.cite-ref-30[30]

Kant

mwatgKant si propose di correggere Hume, affermando che le idee non vengono dall'esperienza, ma nascono dall'attività mwatkcritica dell'mwatoio. Rifacendosi al termine "idea", Kant intendeva però distinguere i concetti dell'mwatsintelletto (o mwatwcategorie) dai concetti della mwat0ragione (appunto le idee); diversamente da Platone, dunque, le idee kantiane si trovano nella ragione e non nell'intelletto.cite-ref-31[31] L'idea così concepita consiste nel collegamento che la ragione opera tra più concetti, per cui conoscere significa collegare: ad esempio, è d'uso ancora oggi l'espressione "farsi un'idea" di qualcuno o qualcosa, sulla base di più nozioni connesse insieme.cite-ref-32[32]
Mentre tuttavia le categorie sono mwauccostitutive dell'mwaugesperienza sensibile, le idee hanno soltanto una funzione mwaukregolativa, nel senso che guidano l'esperienza, dandole un senso e un fine.cite-ref-33[33] Le idee infatti rappresentano per Kant i tre grandi mwau4ideali razionali: quello mwau8psicologico (lo studio dell'mwavaanima), quello mwavecosmologico (lo studio del mwavimondo), e quello mwavmteologico (lo studio di mwavqDio).cite-ref-34[34]

Pur non trovando riscontro nella realtà mwavofenomenica, si tratta di idee mwavstrascendentali che sul piano della mwavwpura ragione servono a spronare la mwav0conoscenza, mentre sul piano mwav4etico ed mwav8estetico recuperano in un certo senso le caratteristiche platoniche, rendendo possibile il mwawafinalismo della mwawemoralità e del mwawibello.cite-ref-35[35]

L'idealismo tedesco

Dopo Kant, l'idea si presenta nell'accezione di “mwawkidealismo”, a indicare una concezione filosofica che presuppone la supremazia dell'idea o del pensiero sulla realtà. Mentre in Kant le idee non avevano ancora una realtà ontologica, essendo soltanto degli ideali, sarà con l'mwawoidealismo tedesco che si avrà una vera formulazione in tal senso: ritorna così la concezione platonica che faceva dell'idea il fondamento non solo mwawsgnoseologico, ma anche mwawwontologico del mondo.

mwaw4Fichte rimane su una posizione più fedele al mwaw8criticismo kantiano; pur facendo dell'mwaxaIo la realtà assoluta, esso mwaxetrascende il mondo fenomenico, e rimane quindi irraggiungibile. Per vie diverse, anche mwaxiSchelling concepisce l'mwaxmAssoluto come mwaxqtrascendente, intuibile solo nell'unione immediata di Spirito e Natura (che corrispondono in linea generale ai concetti neoplatonici di mwaxuessere e mwaxypensiero).

Hegel

Per mwaxkHegel invece, a differenza di Platone, l'Idea non è mwaxotrascendente, bensì mwaxsimmanente alla mwaxwlogica, essendo il risultato di un processo mwax0dialettico. Essa non è più l'unione immediata di essere e pensiero, ma è il prodotto di una mediazione: è l'oggetto su cui il pensiero giunge a dedurre tutta la realtà. Mentre nella filosofia classica l'Idea era l'origine assoluta di tutto, principio primo in sé e per sé (che si giustificava da solo), nel sistema hegeliano essa deve essere giustificata sulla base del rapporto dialettico che instaura col suo contrario. In tal modo Hegel sovvertì la mwax4logica di non contraddizione, facendo coincidere ogni principio col suo opposto. L'Idea non viene colta a livello mwax8intellettivo, ma è un prodotto della mwayaragione, un processo in divenire che si articola in tre momenti:

• Al livello della tesi, l'idea è soltanto mwaymin sé, come totalità puramente mwayqlogica, cioè un assoluto inteso come semplice concetto;
• poiché secondo Hegel un'idea siffatta sarebbe irrazionale, essa ha bisogno del suo contrario (antitesi), estraniandosi nel tempo e nello spazio come "mwayynatura" allo scopo di darsi una realtà effettuale, diventando mwaycper sé;
• il terzo momento, quello della sintesi, è il ritorno a sé dell'idea, che acquista coscienza di sé stessa e comprende di coincidere con la realtà mwaykassoluta; giunge così ad essere mwayoin sé e per sé, cioè mwaysSpirito.cite-ref-36[36]

Schopenhauer

mwaziSchopenhauer criticò l'idea hegeliana, affermando che essa non è espressione di una razionalità compiuta, ma discende da una mwazmVolontà superiore che non riesce mai a razionalizzarsi completamente, ed è perciò soggetta al dolore e alla sofferenza. Schopenhauer resta fedele alla concezione mwazqneoplatonica (più che mwazuplatonica) dell'idea,cite-ref-37[37] come principio universale che si oggettiva nelle forme della natura organica e inorganica, e che può essere colto solo elevandosi al di sopra della ragione mwazodialettica.cite-ref-38[38]

L'idea al giorno d'oggi

Oggi il significato del termine mwaaeidea si è progressivamente ridimensionato ad una connotazione psicologica, che la riduce a semplice contenuto della mente.cite-ref-39[39]

Secondo alcune definizioni già viste a proposito dell'mwaacempirismo, l'idea viene intesa come la raffigurazione che la mente comporrebbe per il riconoscimento degli elementi appresi dall'esperienza, e alla cui combinazione si affiancherebbe la funzione di elaborazione progettuale. In particolare, secondo mwaagKonrad Lorenz, scienziato-filosofo e fondatore dell'mwaaketologia moderna, le idee sarebbero avulse da un contenuto di verità, essendo concepite soltanto come il prodotto delle nostre mwaaocategorie mentali derivanti filogeneticamente dall'mwaasevoluzione della specie, e perciò rivelatesi utili alla vita.cite-ref-40[40]

Questa visione filosofica è contrastata da coloro che si rifanno ad esempio al mwabetomismo scolastico, come mwabiMaritain o mwabmGilson, sia pure proponendo forme diverse di mwabqrealismo.cite-ref-41[41] Nella corrente mwabkesoterica nota come mwaboantroposofia, il suo fondatore mwabsRudolf Steiner considera sana la convinzione della mwabwScolastica che le idee appartengano alla mwab0realtà, come la materia e le forze operanti nello spazio; non sana invece la presunzione che esse provengano da un Dio inconoscibile extra-mondano.cite-ref-42[42] Le idee per Steiner operano nelle leggi della natura, quali suoi intenti, manifestandosi però solo attraverso cause ed effetti sensibili:cite-ref-43[43] solo nell'uomo diventano percepibili le idee stesse, come «mwacycausa» della sua mwaccvolontà d'azione. In questo agire dell'Idea, quando cioè non si esprime in una necessità naturale, bensì appare determinata nient'altro che da se stessa, risiede per Steiner la libertà umana.cite-ref-44[44]

Note

cite-note-11. mwadiEtimologia consultabile su mwadmmwadqetimo.it, dal mwadumwadyVocabolario Etimologico della Lingua Italiana di mwadcOttorino Pianigiani.
cite-note-22. mwadsVoce in mwadwVocabolario Treccani: mwad0ἰδεῖν, «percepire, vedere, scorgere con la mente».
cite-note-33. «I termini mwaeeidea e mwaeieidos derivano entrambi da mwaemidein, che vuol dire "vedere"» (G. Reale, mwaeqIl pensiero antico, pag. 120, Vita e Pensiero, Milano 2001 ISBN 88-343-0700-3). Secondo mwaeyGiovanni Semerano, mwaecidein è derivante dall'mwaegaccadico idû, edû, «prendere conoscenza di» (mwaekmwaeoLe origini della cultura europea, vol. II, in mwaesDizionari etimologici. Basi semitiche delle lingue indoeuropee, Giovanni Semerano, p. 124).
cite-note-44. Ubaldo Nicola, mwae8Atlante illustrato di filosofia, p. 100, Giunti Editore, 2003.
cite-note-55. «Nel linguaggio moderno "Idea" ha assunto un senso che è estraneo a quello platonico. La traduzione esatta del termine sarebbe "forma"» (G. Reale, mwafmIl pensiero antico, pag. 120, Vita e Pensiero, Milano 2001 ISBN 88-343-0700-3).
cite-note-66. Le manifestazioni degli oggetti sensibili possono essere considerate, rispetto alle idee, secondo un rapporto di imitazione, di partecipazione, di comunanza, oppure di presenza (cfr. mwafgFedone 74 d - 75 b, e 100 c-e), anche se questi quattro concetti vengono presentati da Platone soltanto come semplici proposte di comprensione senza alcuna pretesa esaustiva (cfr. M. Montuori, mwafkPer una nuova interpretazione del "Critone" di Platone, a cura di Giovanni Reale, Vita e Pensiero, Milano 2003, pag. 211, ISBN 88-343-1036-5).
cite-note-77. La natura dell'iperuranio e delle idee che vi dimorano è descritta da Platone nel dialogo mwaf4mwaf8Fedro, mentre il tema del rapporto tra l'idea e la realtà sensibile è esposto con particolare efficacia suggestiva nel mwagamito della caverna delibro VII della mwagemwagiRepubblica (514 b – 520 a).
cite-note-scritti-platonici-88. Domenico Pesce, mwagoScritti platonici, p. 44, Edizioni Zara, 1988. Come le Idee sono principio dell'essere e principio del conoscere, così a sua volta il Bene non solo fa essere ma fa anche conoscere queste ultime, simile al sole che dà la vita agli oggetti sensibili e al contempo li rende visibili (paragone formulato da Platone in mwagsRepubblica, V, 580 a).
cite-note-99. AA.VV., mwag8La trasmissione della filosofia nella forma storica, a cura di Luciano Malusa, vol. II, p. 136, nota 38, Milano, FrancoAngeli, 1999.
cite-note-1010. «Platone esprime col termine "paradigma" quella che, con linguaggio moderno, si potrebbe chiamare la "normatività ontologica" dell'Idea, cioè il mwahmcome le cose devono essere, ossia il mwahqdover essere delle cose» (G. Reale, mwahuPer una nuova interpretazione del "Critone" di Platone, pag. 212, mwahyop. cit.).
cite-note-1111. «Le Idee sono dette da Platone "in sé" e "per sé" (αὐτὸ καθ'αὑτὸ); anzi, egli usa l'espressione "in sé" come sinonimo di Idea, e invece che di Idea del bello, Idea del bene, ecc. egli parla addirittura di "Bello-in-sé", "Bene-in-sé", e così di seguito» (G. Reale, mwahoibidem, pag. 178).
cite-note-1212. Padre mwah4Battista Mondin, mwah8Ontologia e metafisica, ESD, 2022, p. 166
cite-note-1313. «Assoluto» vuol dire infatti etimologicamente «sciolto da» (dal latino mwaimab-solutus).
cite-note-1414. Alessandro Pestalozza, mwaicElementi di filosofia, vol. II, p. 619, Milano, Redaelli, 1857.
cite-note-1515. G. Salmeri, mwaisIl discorso e la visione. I limiti della ragione in Platone, Studium, Roma 1999.
cite-note-1616. In particolare nel mwai8Fedone Platone insiste sulla parentela tra l'anima e le idee (cfr. Emmanuel Lévinas, mwajaTotalità e infinito. Saggio sull'esteriorità, p. 69, Milano, Jaka Book, 1977).
cite-note-1717. mwajqAntonio Rosmini, mwajuAristotele, pag. 194, Società editrice di libri di filosofia, 1857.
cite-note-1818. Seguendo Aristotele, il principale esponente della mwajkscolastica medioevale, mwajoTommaso d'Aquino, ribadirà che la mwajsconoscenza nasce sempre dai mwajwcinque sensi, e che solo a partire da questi l'intelletto procede per astrazione verso le realtà immateriali: mwaj0 mwaj8«Secondo Platone le sostanze immateriali sono il primo oggetto della nostra conoscenza e l'oggetto proprio della nostra intelligenza. Tuttavia la conoscenza dell'anima è rivolta alle cose materiali in quanto l'intelletto è unito all'immaginazione e ai sensi. Quanto più dunque l'intelletto sarà purificato, tanto meglio percepirà la verità delle realtà immateriali.» mwaka(Tommaso d'Aquino, mwakemwakiSumma theologiae, argomento 88, mwakm"In che modo l'anima conosca le realtà ad essa superiori", a. 1, 4)
cite-note-mathieu-1919. Vittorio Mathieu, mwaksCome leggere Plotino, pp. 53-63, Milano, Bompiani, 2004.
cite-note-2020. mwak8Enneadi, a cura di G. Faggin, p. 939, Rusconi, 1992.
cite-note-2121. «Le idee sono infatti forme primarie o ragioni stabili e immutabili delle realtà: non essendo state formate, sono perciò eterne e sempre uguali a se stesse, e sono contenute nell'intelligenza divina. Non hanno origine né fine: anzi si dice che tutto ciò che può nascere e morire, e tutto ciò che nasce e muore, viene formato sul loro modello. […] Partecipando di esse, esiste tutto ciò che esiste, qualunque sia il modo di essere» (Agostino d'Ippona, mwalmQuestione 46 in mwalq83 Questioni diverse, in mwaluOpere di Sant'Agostino, Città nuova editrice, Roma, vol. VI/2, pp. 85 e 87).
cite-note-2222. Agostino, mwalkDe vera religione, capp. XXXIV e XXXVI.
cite-note-2323. Un paragone spesso utilizzato dai mwal0neoplatonici consistette nell'assimilare le idee alla mwal4luce: come quest'ultima è la condizione del nostro vedere, così le idee sono la condizione del nostro pensare. Le idee pertanto possono venir soltanto mwal8intuite con un atto di apprensione immediata, e non possono essere dimostrate mwamalogicamente perché altrimenti verrebbero ridotte a un semplice oggetto, slegato dal soggetto che le pensa; esse sono piuttosto all'origine del pensiero logico stesso, che per risalire alla propria fonte deve così auto-annullarsi. Il neoplatonico mwamiEmerson dirà in proposito: «Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee» (Ralph Waldo Emerson, mwammIl pensiero e la solitudine, a cura di Beniamino Soressi, Armando, 2004 ISBN 88-8358-585-2).
cite-note-2424. «[...] la teoria ontologica cartesiana è tutta assorbita dall'esigenza critica del mwamgcogito al quale si riduce ogni dato; l'essere è condizionato dal conoscere» (Antonino Stagnitta, mwamkLaicità nel Medioevo italiano: Tommaso d'Aquino e il pensiero moderno, p. 78, Armando editore, Roma 1999 ISBN 88-7144-801-4).
cite-note-2525. «Prendo il nome di idea per tutto ciò che è concepito immediatamente dallo spirito […]; ed io mi son servito di questo nome perché esso era già comunemente accettato dai filosofi per significare le forme delle concezioni dell'intelletto divino» (Cartesio, mwam4Terze risposte a Hobbes, in mwam8Opere filosofiche, Laterza, Roma-Bari 1996, pag. 171).
cite-note-2626. L'espressione coniata da Spinoza che sintetizza maggiormente il suo pensiero è: «mwanmOrdo et connexio idearum idem est ac ordo et connexio rerum», ossia «L'ordine e la connessione delle idee è identica a quella che sussiste nella realtà» (Spinoza, Ethica, II, pr. VII).
cite-note-2727. «Lo stato passeggero, che implica o rappresenta una molteplicità nell'unità o sostanza semplice, non è altro che ciò che è chiamato percezione, e che deve essere distinta dall'mwancappercezione o coscienza, come si vedrà in seguito. Ed è su questo punto che i cartesiani hanno sbagliato gravemente, avendo considerato come un nulla le percezioni delle quali non si abbia appercezione» (G. W. Leibniz, mwangMonadologia, 14, in mwankScritti filosofici, UTET, Torino, 1967, vol. I, pagg. 284-285).
cite-note-2828. Emilio Morselli, mwan0Dizionario filosofico, alla voce «Idea», p. 48, Milano, Signorelli editore, 1961.
cite-note-2929. Emilio Morselli, mwaoeDizionario filosofico, ivi.
cite-note-3030. Livio Bottani, mwaouIdentità e narrazione del sé, p. 42, Milano, FrancoAngeli, 2011.
cite-note-3131. AA.VV., mwaokLa trasmissione della filosofia nella forma storica, a cura di Luciano Malusa, vol. II, pp. 127-135, mwaooop. cit.
cite-note-3232. «Con l'idea la mwao4ragione cerca di ottenere "la sistematicità della conoscenza" e cioè "il collegamento di essa secondo un principio"» (cit. di Kant, mwao8Critica della ragion pura, da Giovanni M. Bertin, mwapaEducazione alla ragione. Lezioni di pedagogia generale, Roma, Armando Editore, 1995, p. 39).
cite-note-3333. «Intendo per idea un concetto assoluto necessario della ragione al quale non è dato trovare un oggetto adeguato nei sensi. I nostri concetti puri razionali […] son dunque idee trascendentali. Essi son concetti della ragion pura, […] sono trascendenti e sorpassano i limiti di ogni esperienza» (Kant, mwapqCritica della Ragion pura, mwapuDialettica trascendentale, lib. I, sez. II e lib. II, Laterza, Roma-Bari 1989, pp. 308 e 317).
cite-note-3434. AA.VV., mwapkFilosofia e scienze, a cura di Giuseppe Gembillo, p. 206, Rubbettino, 2005.
cite-note-3535. Luciano Malusa, mwap0La trasmissione della filosofia nella forma storica, vol. II, p. 136, mwap4op. cit..
cite-note-3636. Hegel, mwaqiFenomenologia dello spirito (1807).
cite-note-3737. Vittorio Mathieu, mwaqyCome leggere Plotino, op. cit., p. 37.
cite-note-3838. «La mwaqovolontà è la cosa in sé di Kant; e l'idea di Platone è la conoscenza pienamente adeguata ed esauriente della cosa in sé, è la volontà come oggetto» (Schopenhauer, mwaqsManoscritti 1804-1818, in mwaqwDer Handschriftliche Nachlass, vol. I, p. 291, DTV, München-Zürich 1985).
cite-note-3939. Ubaldo Nicola, mwaraAtlante illustrato di filosofia, p. 100, mwareop. cit.
cite-note-4040. K. Lorenz, mwaruL'altra faccia dello specchio, Adelphi (1973).
cite-note-4141. Finamore Rosanna, mwarkRealismo e metodo: la riflessione epistemologica di Bernard Lonergan, Gregorian Biblical Press, 2014, pp. 37-41.
cite-note-4242. Steiner, mwar0mwar4Le opere scientifiche di Goethe mwar8Archiviatomwasa il 24 settembre 2015 in mwaseInternet Archivemwasi. (1884-1897), pag. 148, Milano, Fratelli Bocca Editori, 1944.
cite-note-4343. Cfr. Steiner, mwascmwasgLa filosofia della libertà (1894): «Nella natura non si trovano concetti che si dimostrino cause; il concetto si mostra sempre solamente come nesso ideale fra causa ed effetto. Nella natura non si trovano cause che sotto la forma di percezioni» (mwasktrad. it. di Ugo Tommasini, Milano, Fratelli Bocca Editori, 1997).
cite-note-4444. «Se io percepisco un effetto e poi ne cerco la causa, tali due percezioni non bastano affatto al mio bisogno di spiegazione. Devo risalire alle leggi secondo le quali questa causa produce questo effetto. Per l'azione umana il caso è diverso. Qui è la stessa legge che determina un fenomeno, che entra in azione: ciò che costituisce un prodotto si presenta esso stesso sulla scena dell'azione. Abbiamo a che fare col manifestarsi di un'esistenza di fronte alla quale non occorre andare in cerca di condizioni determinanti nascoste più in fondo [...] Così comprendiamo l'azione di un uomo di Stato quando conosciamo i suoi intenti (idee), non occorre che andiamo al di là di ciò che si manifesta» (Steiner, mwas0Le opere scientifiche di Goethe, pp. 89-90, Milano, Fratelli Bocca Editori, 1944).

Bibliografia

• Giordano Bruno, mwateDe umbris idearum. Le ombre delle idee, a cura di C. D'Antonio, Di Renzo editore, 2004 ISBN 8883230604
• M. Fattori e M. L. Bianchi (a cura di), mwatqIdea, VI Colloquio Internazionale, Roma, 5-7 gennaio 1989 (Lessico intellettuale Europeo, 51), Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1990
• Francesco Fronterotta, mwatymwatcMethexis. La teoria platonica delle idee e la partecipazione delle cose empiriche, Scuola Normale Superiore, 2001
• Francesco Fronterotta e Walter Leszl (a cura di), mwatkEidos-Idea. Platone, Aristotele e la tradizione platonica, Sankt Augustin, Academia Verlag, 2005
• A. Linguiti, mwatsDottrina delle idee nel neoplatonismo, in "Eidos-Idea", a cura di F. Fronterotta e W. Leszl, 2005, 247-261
• André Motte, Christian Rutten e Pierre Somville (a cura di), mwat0Philosophie de la forme: eidos, idea, morphé dans la philosophie grecque des origines a Aristote, Lovanio, Peeters, 2003
• Paul Natorp, mwat8Dottrina platonica delle idee. Un'introduzione all'idealismo, a cura di G. Reale, traduzione di V. Cicero, Vita e Pensiero, 1999 ISBN 8834301846
• P. Paolo Ottonello, mwauiRosmini. L'ideale e il reale, Marsilio editore, 1998 ISBN 8831771108
• David Ross, mwauuPlatone e la teoria delle idee, Bologna, Il Mulino, 2001
• L. Alberto Siani, mwaucKant e Platone. Dal mondo delle idee all'idea nel mondo, ETS editore, 2007 ISBN 8846718232

Voci correlate

• mwauwArchetipo
• mwau4Concetto
• mwavaConoscenza
• mwaviDialettica
• mwavqEidos
• mwavyIdealismo
• mwavgIdeologia

Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su idea
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «idea»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su idea

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni riguardanti le idee
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su idee

Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-filosofiaidea, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) idea, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Idea, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.